Diga del Gleno

Sarebbe una delle tante bellissime escursioni che numerose si possono trovare da queste parti, se non fosse che la Diga del Gleno è legata ad una vicenda triste solo a raccontarla. Gleno è il nome della montagna più alta nelle Alpi Orobiche Scalvine, 2882 metri sul livello del mare. La diga del Gleno costituisce lo sbarramento che nel 1919 si cominciò a realizzare ad opera della famiglia Viganò di Ponte Albiate (MI), proprietaria di importanti cotonifici, interessata a disporre direttamente della forza motrice per il loro funzionamento. Fu un’opera ciclopica per l’epoca fra le prime ad essere realizzata. Dopo molte vicissitudini, fra cui una modifica del progetto in corso d’opera, è stata completata nell’ottobre del 1923
Diga del Gleno terminata

Diga del Gleno terminata

Fin da subito, furono segnalate da parte delle maestranze anomale perdite di acqua alla base e nella muratura dello sbarramento. La cosa suggeriva il tempestivo svuotamento dell’invaso, variabile da cinque a sei milioni di metri cubi di acqua per consentire i necessari lavori di manutenzione. Prevalse invece la boria dei costruttori che una volta realizzata l’opera non vedevano l’ora che producesse da subito l’energia necessaria ai propri impianti, moltiplicando i profitti che derivavano dallo sfruttamento dell’acqua.

Resistette poche settimane fra le polemiche e le paure della gente del posto che aveva compreso il pericolo incombente sopra le proprie teste. Il primo dicembre del 1923, la diga subì uno squarcio nella sua parte centrale. Erano le 7,00 circa di un sabato mattina piovoso misto a neve quando un boato pervase la valle anticipando la bomba di acqua e fango che ne sarebbe seguita. Una massa enorme che travolse ogni cosa davanti a sé. A partire dal sottostante paese di Bueggio fino a Darfo dove il fiume Dezzo si versa nell’ Oglio. Furono circa 500 le vittime di quel disastro, incalcolabili i danni che subirono i paesi, a tratti sfigurati dal passaggio di quella forza travolgente.

Quella semplice bella escursione come tante, è ora diventata un sentiero della memoria che ci permette tra le altre cose di riflettere sulla vita e le vicende dell’uomo, sul passato e li futuro dell’umanità.

Ci sono vari sentieri che raggiungono la Diga del Gleno. Quello che vi proponiamo è quello che parte da Pianezza, una frazione del Comune di Vilminore. Lungo il percorso a piedi di circa un’ora trovate dei pannelli illustrativi che descrivono la storia del Disastro del Gleno.
Diga del Gleno arrivo

Diga del Gleno arrivo

Dal B&B si raggiungere in auto il paese di Vilminore in circa 20 minuti. Nei mesi estivi, a causa della difficoltà ad accogliere a Pianezza troppe auto, c’è un bus navetta che raggiunge la piazza di questa località. Si supera la fontana portandosi fuori dal paese seguendo il sentiero 411. Un lungo tornante attraversa gli ultimi prati e ci introduce nel bosco. E’ un percorso in salita di circa 40 minuti, immerso nelle bacche balsamiche del Ginepro e Pino Mugo. Dopo il primo tratto in salita, si raggiunge la costruzione in cemento dalla quale parte la condotta forzata che avete costeggiato lungo il percorso. Qui il sentiero si spiana in modo suggestivo, a tratti scavato nella roccia. In venti minuti si raggiunge la diga. La prima suggestione è quando, dopo una curva del sentiero, scorgiamo in lontananza il moncone della diga che ci da subito l’idea di quel che può essere successo quel giorno.
Man mano che ci avviciniamo al laghetto proprio a ridosso dello squarcio, comprendiamo l’immane tragedia che ha colpito quel luogo.

Potete tranquillamente consumare la colazione o la merenda al sacco che avete portato da casa in un contesto davvero unico dove le voci si perdono per l’ampiezza della valle e nel fruscio dell’acqua che attutisce ogni altro rumore. Nei pressi del laghetto c’è anche un chiosco – ristoro per i visitatori.

Di ritorno dalla visita alla diga, una volta giunti a Pianezza, guardate con attenzione il Campanile della Chiesa. Scoprirete un curioso e raro orologio di sei ore, uno dei pochi sopravvissuti alle riforme napoleoniche.

Se avete ancora qualche ora potete visitare il centro storico di Vilminore. Val la pena di soffermarsi alla fontana – lavatoio del paese dove, una scritta ci invita a riflettere su come organizzare le nostre relazioni sociali. Il meraviglioso Palazzo Pretorio dove si amministrava la giustizia durante la dominazione veneta, ora sede della Comunità Montana di Scalve. Al proprio interno sono presenti le prigioni veneziane, ben conservate che è possibile chiedere di visitare negli orari di apertura degli uffici.

Infine la chiesa con la torre campanaria fra le più maestose della Lombardia. Dopo la ristrutturazione degli anni scorsi, è divenuto un museo visitabile in tutte le sue parti.
Diga del Gleno oggi

Diga del Gleno oggi

Campanile Pianezza

Campanile Pianezza

Evento diga del Gleno

Evento diga del Gleno

Palazzo Pretorio

Palazzo Pretorio