Visita ad Angolo Terme

Una breve guida per conoscre i luoghi di maggiore interesse: i luoghi della fede e dell'arte, i cortili e le contrade, le dimore storiche e le case signorili.

Il percorso inizia dalla Piazza Alpini, già sede del  Palazzo Municipale.  

E’ una piacevole camminata dalla lunghezza di km 2,700 circa. La direzione è nord, verso il paese.

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1: Casa Morosini

Conserva nello stile l’aspetto di antica casa signorile. L’ingresso, ornato da un vecchio portale con stemma gentilizio, introduce ad uno spiazzo pavimentato a ciottoli. La facciata principale poggia su due colonne in arenaria di Sarnico, di stile tardo-romanico.

Le volte a tutto sesto delle finestre, conservano alcuni affreschi  dai motivi ornamentali e cromatici. Identico motivo stilistico si ritrova sul loggiato superiore.

Casa Morosini

Casa Morosini

2: Chiesa Parrocchiale si S. Lorenzo

La parrocchiale di S. Lorenzo martire ha origini molto antiche. L’edificio che vediamo oggi venne concluso nel 1757, dopo numerosi interventi iniziati nel 1694 sulla precedente chiesa di fattura quattro-cinquecentesca. A navata unica, ospita opere di celebre valore e raffinata fattura. Colpisce immediatamente la bellezza e l’austera eleganza del coro nel presbiterio.
Scolpiti in legno di noce scuro prendono forma i sedili dei celebranti e gli stalli del coro. Nell’unica navata si possono ammirare i cinque altari laterali. A sinistra, di fronte al presbiterio, l’Altare della Madonna del Rosario, l’Altare del Crocefisso di scuola Fantoniana, l’Altare di S. Giuseppe.
A destra, l’Altare di S. Antonio e l’Altare della Madonna Addolorata. La terza nicchia ospita il Battistero. Altre opere sono: l’organo Manzoni-Bossi, la pala dell’altare maggiore raffigurante il martirio di San Lorenzo di Angelo Paglia, il grandioso quadro di Marziale Carpinoni difronte l’organo e la bussola realizzata dalla bottega Bettoni. All’esterno il portale d’ingresso, scolpito in legno di noce, è racchiuso in un portale di marmo datato 1757.

Palazzo Laini

Palazzo Laini

3: Palazzo Laini

A pianta quadrangolare, l’edificio conserva nell’insieme una struttura possente. Il portico affrescato con motivi cromatici e floreali  e adornato con colonne in granito, di stile tardo – romanico, si affaccia sul cortile con un piccolo chiostro.

I due piani della facciata danno su un cortile interno: finestre e balconcini in ferro battuto si alternano in modo piuttosto armonico. Il loggiato, a volta tutto a sesto e piccole colonne, di linea tardo -rinascimentale, da all’insieme un aspetto rustico e disarmonico. Costruito in posizione privilegiata, quasi ai piedi del vecchio maniero, il palazzo guarda il castello di Gorzone.

3: Palazzo Laini

A pianta quadrangolare, l’edificio conserva nell’insieme una struttura possente. Il portico affrescato con motivi cromatici e floreali  e adornato con colonne in granito, di stile tardo – romanico, si affaccia sul cortile con un piccolo chiostro.

I due piani della facciata danno su un cortile interno: finestre e balconcini in ferro battuto si alternano in modo piuttosto armonico. Il loggiato, a volta tutto a sesto e piccole colonne, di linea tardo -rinascimentale, da all’insieme un aspetto rustico e disarmonico. Costruito in posizione privilegiata, quasi ai piedi del vecchio maniero, il palazzo guarda il castello di Gorzone.

Palazzo Laini

Palazzo Laini

4: Casa Albrici - Già Federici

La struttura architettonica di casa Albricci è semplice e lineare. Il portale dell’ingresso principale è sormontato dallo stemma della famiglia, originaria di Val di Scalve. L’arco in pietra è artisticamente decorato con medaglioni e teste a rilievo. Sulla destra una elegante colonna in pietra Simona, slanciata nella fattura, con elegante capitello in stile gotico.

Casa Albrici

Casa Albrici

Copertina Gira Angolo

Copertina Gira Angolo

5: Stemma Casa Federici

E’ posto al centro di un architrave di grandi proporzioni costituito da un solo concio con andamento a due spioventi. Il portale è del XV

5: Stemma Casa Federici

E’ posto al centro di un architrave di grandi proporzioni costituito da un solo concio con andamento a due spioventi. Il portale è del XV

Copertina Gira Angolo

Copertina Gira Angolo

6: Fontana tonda

Sotto una nicchia di grandi dimensioni è ospitata una vasta fontana in pietra di Gorzone dall’alto parapetto di forma ellittica, costituita da pilastrini sporgenti e terminati a piramide che si alternano a riquadri lisci. È divisa in due parti da un elemento su cui si impostano le due colonnette terminanti con  piccole piramidi per i getti d’acqua. La parte retrostante ha lo scivolo per il lavatoio. A fianco della fontana, due pilastrini circolari con terminazione tondeggiante. E’ di gusto ancora neoclassico.

Fontana Tonda

Fontana Tonda

Casa Seriola

Casa Seriola

7: Casa via Seriola Angolo Borlotti

Oltre il portale in arenaria rossa e arco in porfido, prospetta l’edificio con portico a tre arcate molto basse e ampie su grossi pilastri. Al primo piano tre finestre con incorniciatura in Sarnico e un balconcino in legno ritagliato del secolo XVII . al secondo piano tratto di balcone  con l’originale balaustra si vari tipi, ma in parte ancora settecentesca.

7: Casa via Seriola Angolo Borlotti

Oltre il portale in arenaria rossa e arco in porfido, prospetta l’edificio con portico a tre arcate molto basse e ampie su grossi pilastri. Al primo piano tre finestre con incorniciatura in Sarnico e un balconcino in legno ritagliato del secolo XVII . al secondo piano tratto di balcone  con l’originale balaustra si vari tipi, ma in parte ancora settecentesca.

Casa Seriola

Casa Seriola

8: Chiesa di S.Maria ed Elisabetta

La chiesa sorgeva sulla vecchia strada per la Val di Scalve, oggi compresa invece nei nuovi quartieri costruiti di recente. L’edificio attuale fu eretto nel secolo XVII. Conobbe fin dalla metà del 1800 un lento degrado dovuto alla scomparsa della confraternita che si occupava della cura e con l’apertura della nuova strada per Val di Scalve.
Durante la prima guerra mondiale la chiesa è adattata a locale di riparo per soldati e cavalli; è luogo provvisorio di sistemazione dei morti del disastro del Gleno del 1923; è locale di deposito fino al 1975. Per merito del parroco don Davide Antonioli nel 1077 si ebbe l’autorizzazione ai restauri da parte della Soprintendenza a cura  dell’arch. Gianni Prandini di Breno e, per i dipinti da parte di Tino Belotti.

Chiesa di S.Maria ed Elisabetta

Chiesa di S.Maria ed Elisabetta

Via Duomo

Via Duomo

9: Via Duomo

Portale ad arco ribassato su due lesene con base e con semplice dado che funge da capitello.
Sopra, finestrella quadrata e sopra ancora il rustico tettuccio.

9: Via Duomo

Portale ad arco ribassato su due lesene con base e con semplice dado che funge da capitello.
Sopra, finestrella quadrata e sopra ancora il rustico tettuccio.

Via Duomo

Via Duomo

10: Via Pila

Un gradevole incrocio di vicoli e sottopassi caratterizza questo antico borgo che si chiude con l’ottocentesca Casa Rossi.

Via Pila

Via Pila

Chiesa San Silvestro

Chiesa San Silvestro

11: Chiesa di San Silvestro

Il santuario domina alto sulla valle e sembra quasi riassumere in se tutta la fede della gente e la bellezza del poggio e della borgata che gli stanno ai piedi.  Si staglia contro la montagna, solitario come un gioiello: incastonato in un verde variegato e ondulato d’estate, e nel bianco luccicante della neve in inverno. Stupendo è in verità il panorama che lo circonda. A ridosso le alture che digradano verso la Vallecamonica.
A sinistra la costa nella quale ha inizio la strada che porta al Lago Moro. Di fronte i monti Pora e Vareno. In fondo nel vano della valle, la Presolana e a destra il monte Altissimo.

11: Chiesa di San Silvestro

Il santuario domina alto sulla valle e sembra quasi riassumere in se tutta la fede della gente e la bellezza del poggio e della borgata che gli stanno ai piedi.  Si staglia contro la montagna, solitario come un gioiello: incastonato in un verde variegato e ondulato d’estate, e nel bianco luccicante della neve in inverno. Stupendo è in verità il panorama che lo circonda. A ridosso le alture che digradano verso la Vallecamonica.
A sinistra la costa nella quale ha inizio la strada che porta al Lago Moro. Di fronte i monti Pora e Vareno. In fondo nel vano della valle, la Presolana e a destra il monte Altissimo.

Chiesa San Silvestro

Chiesa San Silvestro

La struttura architettonica  della chiesa è alquanto semplice, resa elegante però da un portico ad archi con colonnette  in vivo d’ordine toscano che dona  alla chiesa una bellezza particolare. Fu fatto aggiungere dalla famiglia Laini alla fine del ‘700.  Al di sotto del loggiato la cripta. L’interno è testimonianza della cura che ha sempre circondato il santuario. Pregevole è l’altare  con mensa in scagliola finemente dipinta con al centro del paliotto i Santi Rocco e Sebastiano e una bella pala raffigurante in alto la Madonna incoronata dalla Santissima Trinità e in basso S. Carlo S. Silvestro e S. Rocco.

Di ritorno dal S. Silvestro, trovate sulla sinistra la Chiesa degli Alpini inaugurata il 12 Aprile dl 1982. Era il giorno dopo la Pasqua e da allora gli alpini celebrano la loro festa nella ricorrenza del Lunedì dell’Angelo. Costudisce tutta la storia di fede e solidarietà che da  sempre ha qualificato l’attività del Alpini nel nostro paese, in tempi di guerra e in tempi di pace.

12: Contrada del Re

Ripercorrendo in discesa la strada giungete alla gradinata da cui siete saliti. Il borgo che vedete davanti a voi era la Contrada del Re. Non è un tributo alla monarchia, semplicemente  proprio dove c’è la gradinata, scendeva nel secolo scorso la valle del torrentizia del Re Barzino che chiudeva dietro a se la contrada.
Era il primo borgo che si incontrava venendo da Capo di Lago e ospitava le famiglie Bertocchi e Zeziola. Solo nel dopoguerra la modernità ha portato ad accrescere le abitazioni in questa zona.

Contrada del Re

Contrada del Re

Visita Angolo Terme: di Giuseppe Zeziola
La descrizione è liberamente tratta da:
Vera Zappia Scordo: ANGOLO Protagonisti fatti testimonianze, Tipografia Camuna 1985
Araldo Bertolini Gaetano Panizza: Arte in Vallecamonica - volume secondo, Industri Grafiche Bresciane 1984
Gianni Ghetti: Chiesa di Santa Maria ad Elisabetta, Quaderni Camuni 1979
Antonio Fappani: Il Santuario di San Silvestro in Angolo, Editrice S. Marco, 1977
AAVV: Chiamarsi Zeziola: se le storie delle persone non sono raccontatele persone  sono solo statistiche, Tipografia Valgrigna 2012